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Narcissus Capri – Shoot

Servizio fotografico realizzato nel 2015 nell’eclettica e storica Villa Narcissus a Capri

Di seguito un testo tratto dalla rivista Capri Review con una magnifica descrizione di questo incredibile luogo:

Ad inaugurare la stagione dell’eclettismo a Capri fu il pittore americano Charles Caryl Coleman. Egli, nel 1870, acquistò la foresteria del Convento di Santa Teresa, trasformandola in una vistosa casa alla quale diede il nome di Villa Oleandro per la presenza di questa pianta nel cortile e la rifinì con rivestimenti maiolicati di stile neomoresco e neo-ottomano. Neo-moresco infatti sono il cancello con arco a ferro di cavallo e il merlo persepolitano. In stile neo-ottomano sono le mattonelle decorative in ceramica invetriata che sia per i colori, sia per l’ornamento conferiscono all’edificio un’impronta particolare. Questo tipo di ceramica è opera del ceramista romano Tommaso Castellano come si rivela dal monogramma “TC Roma” inserito in una mattonella.

La stessa casa con il passare degli anni si uniformò alla tendenza classicistica neomedievale che si riscontra nel cortile pompeiano con impluvium suggerito forse dagli esponenti dell’American School of Archeology che frequentavano il salotto di Coleman.

Cambiò nome in Villa Narciso per la presenza, nel primo cortile, di una copia della statua «simbolo dell’autoglorificante costume di vita scelto da Coleman» (Cerio).

Scrive Lea Vergine in Frammenti Postumi «…Sotto l’arco vi è una copia del Narciso del Museo Nazionale di Napoli. Presenza ammonitrice e nume tutelare di un culto della bellezza e dell’invaghimento di sè, di cui Coleman vorrebbe essere il solitario officiante».

Frequentatore del salotto di Coleman fu anche l’eccentrico pittore americano Elihu Vedder che, appassionato dell’esotico, vestiva spesso all’orientale. (…) Sia Vedder che Coleman si portavano dietro i ricordi orientalisti dell’Esposizione Mondiale di Chicago nella quale ebbero modo di vedere le ricostruzioni di villaggi indiani, turchi, egiziani e cinesi.

Tuttavia gli elementi moreschi e islamici in queste case non hanno completamente escluso alcuni elementi caratteristici dell’edilizia caprese, come le strutture in tufo intonacate di bianco, le coperture a volte degli ambienti interni, i colonnati che sostengono i pergolati lungo le logge.

  • Stola triangolare con frangia caprese

  • Abito traforato

  • Top in cotone con lavorazione onda

  • Giacca in lana merino

  • Stola in cashmere leggero realizzata con telai manuali

 

Di seguito il link all’articolo:

http://www.caprireview.it/sommari/eclettiche-dimore/

 

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